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regali natale bambiniArrivano le festività natalizie e molti si chiedono: quali regali comprare ai nostri figli e ai nostri nipoti? Le proposte di mercato sono tantissime: un eccesso di possibilità ci sopraffa e ci confonde. Nonostante ció, con amore ci accingiamo a fare una lista di opportunità con tanto di pro e contro.

I giocattoli di plastica no perché la plastica utilizzata per la maggior parte dei giochi per bambini non è riciclabile e comunque inquina. Peccato perché ci sono giocattoli famosi che sono creativi, interattivi e coinvolgenti. Allora andiamo sul classico: puzzle fatti in legno, memory e giochi in scatola che stimolano la mente oppure una bella bicicletta. Se è in età da cellulare allora un I-phone è forse il regalo giusto. Ma qual è l’età da cellulare? Quella dei suoi coetanei perché ce l’hanno tutti? Oppure meglio non uniformarsi troppo al gruppo…l’educazione è una cosa seria! AIUTO forse un bel libro, ma deve essere proprio , che lo aiuti nel pensiero critico e in un approccio anticonformista. Oppure una raccolta di fumetti che lo avvicinino alla lettura in maniera simpatica? C’è davvero da diventare matti. Anche perché i bambini vanno sì stimolati ma non troppo… e poi il giocattolo deve essere divertente altrimenti non viene utilizzato. Ecco… allora dopo tanti ragionamenti vorrei riportare una frase famosa di Bruno Munari:

«Conservare lo spirito dell'infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare. I bambini di oggi sono gli adulti di domani, aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi, aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi, aiutiamoli a diventare più sensibili. Un bambino creativo è un bambino più felice.»

Questo vuol dire aiutare i bambini a non perdere il senso della curiosità, dello stupore, della meraviglia e il modo migliore per farlo è di giocare insieme ai nostri figli. Noi dedichiamo loro un poco del nostro tempo e loro ci aiutano a rimanere in contatto con lo spirito dell’infanzia. Il modo di porsi suggerito da Bruno Munari è partire dalla sperimentazione diretta perché il bambino possa egli stesso agire. Un po' alla Maria Montessori: "aiutami a fare da me". E sempre con questo spirito dello sperimentare da sé, vorrei suggerire a voi adulti una lettura divertente e illuminante intitolata “diario di scuola” di Daniel Pennac. L’autore racconta la scuola vista dal punto di vista del somaro (libro autobiografico). Lo stile è ironico e avvincente gli aneddoti e gli episodi sono buffi e toccanti, il cuore del libro è il concetto di amore all’interno della relazione pedagogica. Io l’ho trovato un modo di fare pedagogia divertente e stupefacente nella sua immediatezza e nel suo essere così intimamente vicino tanto ai somari quanto ai professori! Buon divertimento e buone feste! Laura Bortolotti

Cascina Cappuccina

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